A Livemmo di Pertica Alta (BS), a circa 900 metri di altitudine, un’antica stalla con fienile è tornata a vivere dopo essere rimasta disabitata per oltre venticinque anni. Il Dagone è un progetto personale di Ezio Zigliani, nato dal desiderio di recuperare un edificio rurale rispettandone l’identità e trasformandolo in un luogo capace di accogliere persone, esperienze e nuove idee. La pietra, il legno e le tracce dell’architettura originaria dialogano oggi con ambienti luminosi e aperti verso il paesaggio. Attorno, prati, boschi e montagne scandiscono il passare delle stagioni e restituiscono al tempo un ritmo differente.

Il Dagone vuole essere prima di tutto una “casa” per la cultura enogastronomica locale e non solo: uno spazio nel quale incontrarsi, condividere conoscenze e costruire occasioni di confronto. Qui possono trovare posto incontri, degustazioni, presentazioni, momenti di approfondimento e attività di team building. Esperienze diverse, accomunate dal desiderio di mettere al centro le persone, i prodotti, i territori e le storie che li rappresentano. Non una semplice location, quindi, ma un luogo da abitare e interpretare, nel quale la convivialità diventa uno strumento per creare relazioni.

Il Dagone dà anche forma concreta ad alcune delle passioni personali di Ezio: il giardinaggio, la cura degli spazi esterni e il fai da te. Il prato, il giardino, l’orto, il frutteto e il bosco sono parti di un progetto in continua evoluzione. Ogni intervento nasce dall’osservazione del luogo e dalla volontà di assecondarne la natura, recuperando materiali, sperimentando soluzioni e imparando attraverso il lavoro manuale. Il risultato non vuole essere perfetto o immutabile. Il Dagone è un luogo vivo, che cambia insieme alle stagioni e cresce un lavoro alla volta.

Per Ezio, che si occupa di ufficio stampa e comunicazione nel settore enogastronomico, il Dagone è anche un luogo ideale dal quale lavorare. La tranquillità, il contatto con la natura e la distanza dal ritmo della città aiutano a ritrovare concentrazione, lucidità e nuove prospettive. Il lavoro quotidiano continua così a dialogare con il mondo del cibo, del vino e dell’ospitalità, ma all’interno di un contesto più raccolto e rigenerante.

Il Dagone nasce dall’incontro tra dimensione personale e professionale, tra vita quotidiana e progettualità. È un luogo nel quale lavorare, creare, imparare e accogliere. Ma anche uno spazio nel quale fermarsi, respirare e ritrovare il piacere delle cose semplici: una conversazione attorno a un tavolo, un lavoro fatto con le proprie mani, il silenzio del bosco o il paesaggio che cambia con la luce.

Un progetto ancora in divenire, aperto alle persone, alle contaminazioni e alle idee capaci di farlo crescere.






