<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ezio Zigliani</title>
	<atom:link href="http://www.eziozigliani.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.eziozigliani.it</link>
	<description>Contenitore di idee in movimento</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Jan 2011 09:26:09 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Lunga vita al genio Che rivoluziona oggetti e idee</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2011/01/lunga-vita-al-genio-che-rivoluziona-oggetti-e-idee/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2011/01/lunga-vita-al-genio-che-rivoluziona-oggetti-e-idee/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Jan 2011 00:40:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=471</guid>
		<description><![CDATA[Strano è bello. Strano come aggettivo che identifica quei prodotti, visti nei padiglioni delle fiere o nelle vetrine dei negozi, che suscitano sorpresa, stupore ed emozioni. Oggetti, i più disparati, che arredano locali, hotel e anche gli spazi di casa nostra. Oggetti che hanno un qualcosa di particolare.
Di sicuro impatto è l’idea di Verde Profilo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="float: right; margin: 3px 5px;" title="Verde Profilo" src="http://farm5.static.flickr.com/4089/5198195861_46aa9018bf_m.jpg" alt="" width="160" height="240" />Strano è bello. Strano come aggettivo che identifica quei prodotti, visti nei padiglioni delle fiere o nelle vetrine dei negozi, che suscitano sorpresa, stupore ed emozioni. Oggetti, i più disparati, che arredano locali, hotel e anche gli spazi di casa nostra. Oggetti che hanno un qualcosa di particolare.</p>
<p>Di sicuro impatto è l’idea di Verde Profilo (<a href="http://www.verdeprofilo.com"><strong>www.verdeprofilo.com</strong></a>): un’azienda che propone allestimenti e decorazioni composte da piante. Li incontriamo, seppur avessimo già notato alcuni loro allestimenti al Fuorisalone di quest’anno, alla 60ª edizione di Sia Guest.</p>
<p>«Stefano Laprocina e Giusi Ferone &#8211; ci spiegano &#8211; sono anzitutto due amici d’infanzia. Diventati uno perito agrario e l’altra architetto, uno appassionato di natura, l’altra amante dell’architettura, si rincontrano dopo aver percorso strade diverse sul tema del rivestimento a verde verticale delle facciate e insieme decidono di far nascere Verde Profilo, un’azienda che riesce ad unire le loro personalità e capacità». <strong>MOSSdesign</strong> (<em>nella foto a destra</em>) è la risposta di Verde Profilo per chi ama il verde indoor: complementi d’arredo e giardini verticali di muschio naturale. È un prodotto altamente versatile, che non necessita di manutenzione, che attende solo nuove idee da realizzare.</p>
<p><img class="alignleft" style="float: left; margin: 3px 5px;" title="L'installazione di Simone Micheli al SiaGuest 2010" src="http://farm6.static.flickr.com/5002/5198127967_1ce0c253f4_m.jpg" alt="" width="240" height="160" />Sempre a Rimini incontriamo una “mano” conosciuta: quella dell’architetto fiorentino Simone Micheli (<a href="http://www.simonemicheli.com" target="_blank"><strong>www.simonemicheli.com</strong></a>). Questa volta la novità è <strong>Bubuf</strong>, animal friendly hotel (<em>nella foto a sinistra</em>): una simulazione, promossa da Federalberghi, in scala reale di un hotel per la “tribù” legata al mondo degli animali. «Si tratta di un nuovo format ospitale &#8211; spiegano gli ideatori &#8211; che pone l’accento sul rapporto di reciprocità esistente tra l’uomo e l’animale, uno spazio che parla della tutela del benessere, dei diritti degli animali, degli animali e dei loro amici umani». Tema attualissimo, quello proposto da Micheli, che pone l’accento su un’equazione che rafforza il concetto: Sia Guest = Turismo = Ministro Brambilla (presente in fiera) = Amore per gli animali.</p>
<p>E dagli interni passiamo agli spazi esterni. La stagione fredda è ormai arrivata da settimane e l’idea di trovare tepore alternativo a quello scaturito dagli ormai fin troppo tradizionali “funghi” a gas è d’obbligo. La soluzione è <strong>Zero</strong> e a proporlo è AK 47 (<a href="http://www.ak47space.com" target="_blank"><strong>www.ak47space.com</strong></a>).</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-831" style="float: right; margin: 3px 5px;" title="zero-ak47" src="http://www.diavolotentatore.com/wp-content/uploads/2011/01/zero-ak47-300x148.jpg" alt="" width="300" height="148" />Zero (<em>nella foto a destra</em>) è un focolare a legna per esterno pensato per piacevoli momenti outdoor. Design e arte si fondono per dar vita a un nuovo complemento d’arredo. In giardino, accanto alla piscina, nelle aree esterne di hotel, ristoranti, agriturismi per ricreare sempre la giusta atmosfera del fuoco. Non solo focolare ma anche contenitore per la legna e, se non in funzione, può diventare anche un’utile base di appoggio.</p>
<p><img class="size-full wp-image-832 alignleft" style="float: left; margin: 3px 5px;" title="finger-dip" src="http://www.diavolotentatore.com/wp-content/uploads/2011/01/finger-dip.jpg" alt="" width="150" height="225" />Dagli ambienti alla tavola: qui sono due le novità degne di nota. A Milano incontriamo Alessandra Mantovani ed Eleonora Barbareschi dello Studio AMeBE (<a href="http://www.studioamebe.com" target="_blank"><strong>www. studioamebe.com</strong></a>), vincitrici del premio internazionale “Red Dot Design Award 2010” con <strong>Finger-Dip</strong> (<em>nella foto a sinistra</em>) dei ditali in lattice naturale per mangiare con le mani. «Mangiare è un piacere &#8211; ci spiegano la Mantovani e la Barbareschi -, e lo diventa ancor di più se lo si fa con le mani! Finger-Dip non occupa spazio, è igienico, ecologico e divertente! Ideale in viaggio, quando non è possibile lavarsi le mani e non ci sono utensili a disposizione e quando il pranzo è pratico e veloce e non solo. Finger-Dip è a tutti gli effetti un “anti-prodotto”, perché sono le nostre mani il vero strumento. Finger-Dip è 100% made in Italy. Ogni confezione contiene tre ditali monouso in lattice naturale per mangiare con le mani».</p>
<p>Se invece al posto delle mani preferite delle posate, pur sempre alternative alla tradizionale forchetta, ecco una recente idea anch’essa premiata. Broggi (<a href="http://www.broggi.it" target="_blank"><strong>www.broggi.it</strong></a>) ha, infatti, partecipato con un progetto dell’architetto Lucio Micheletti a un concorso internazionale di design etico (<a href="http://www.grandesign.it" target="_blank"><strong>www.grandesign.it</strong></a>) e lo scorso 25 novembre, tra i 100 prodotti nominati, sono stati scelti i vincitori. Le innovative <strong>bacchette</strong> <strong>d’acciaio</strong> (<em>nella foto a destra</em>) della collezione Branch hanno vinto.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-833" style="float: right; margin: 3px 5px;" title="Bacchette_broggi" src="http://www.diavolotentatore.com/wp-content/uploads/2011/01/Bacchette_broggi.jpg" alt="" width="280" height="187" />«La scelta di premiare un’industria come la Broggi &#8211; questa è la motivazione della giuria &#8211; parte dalla necessità di valorizzare un’azienda che dà il suo contributo per una nuova visione del design contemporaneo in chiave etica ed ecosostenibile. In particolare per l’innovazione nell’interpretare il trittico delle posate, bacchetta, forchetta e cucchiaio, dando vita a un nuovo rapporto tra Occidente e Oriente. La tecnologia cava per ridurre il peso delle bacchette e il suo contenuto ecologico nell’interpretare il progetto Branch, fanno ricordare come si possa continuare la tradizione anche con un materiale non ligneo».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2011/01/lunga-vita-al-genio-che-rivoluziona-oggetti-e-idee/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il nuovo Due Colombe Cerveni realizza un sogno</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2010/11/il-nuovo-due-colombe-cerveni-realizza-un-sogno/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2010/11/il-nuovo-due-colombe-cerveni-realizza-un-sogno/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 09:52:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=479</guid>
		<description><![CDATA[Si muove nei nuovi ambienti del suo ristorante come se ci lavorasse da anni. Eppure è solo qualche giorno, forse settimana, che Stefano Cerveni (nella foto) ha iniziato ad essere “operativo” nel nuovo Due Colombe. Da Rovato a Corte Franca, sempre nel Bresciano e sempre in Franciacorta, per una sfida con se stesso, e con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si muove nei nuovi ambienti del suo ristorante come se ci lavorasse da anni. Eppure è solo qualche giorno, forse settimana, che Stefano Cerveni (nella foto) ha iniziato ad essere “operativo” nel nuovo Due Colombe. Da Rovato a Corte Franca, sempre nel Bresciano e sempre in Franciacorta, per una sfida con se stesso, e con un obiettivo: soddisfare, emozionare e sorprendere sempre più il cliente.</p>
<p>È lui, seduto nella grande sala di una delle strutture del complesso Borgo Antico San Vitale, a raccontarci il perché di questo grande passo: «Questo è un capitolo nuovo per me e per la mia famiglia. Mi sono staccato dai miei genitori che mi hanno accompagnato nella gestione del Due Colombe di Rovato. Dopo attenta valutazione da parte della famiglia Gozio, proprietaria di questo borgo, ho deciso di trasferirmi. A Rovato, nell’antico mulino, è rimasta la cucina tradizionale con mio padre ai fornelli e mia madre nella gestione. Qui si inizia una nuova avventura, un cammino, la realizzazione del mio sogno».</p>
<p>(Video: Guarda questo video nella pagina del post)<br />
<strong><br />
<span style="color: #ffcc00;">Che cucina dovremo aspettarci?</span></strong></p>
<p>Non cancellerò la memoria e le radici perché vorrò sempre ricordare le mie origini. Nel menu del Due Colombe si troveranno sempre i capisaldi del territorio. Chiaramente qui ho la possibilità, anche tecnica, di poter proseguire la ricerca nella mia personale cucina che non voglio classificare fusion o alternativa. Vorrei proporre una cucina buona e leggibile soprattutto per la qualità delle materie prime.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>In che modo un ristorante, per fare ricerca, può sopravvivere?</strong></span></p>
<p>Bisogna essere chef, artisti, ma soprattutto imprenditori. Bisogna essere capaci di fare i conti, di fare delle previsioni e tenere sotto controllo tutti i costi. In questi paletti bisogna cercare di sviluppare e investire non solo con il tempo, ma anche in risorse per lo studio di nuovi piatti. Per raggiungere certi obiettivi è necessario ricercare, anche in forma maniacale, l’assoluta freschezza e qualità e della materia prima.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Sulla Guida Ristoranti 2011 de L’Espresso abbiamo notato l’aggiornamento del nuovo indirizzo del Due Colombe. Del resto Enzo Vizzari ha sempre dichiarato di giudicare la cucina e non l’ambiente. Ma non è così per tutte le guide…</strong></span></p>
<p>Non mi sono mai voluto chiedere cosa le guide valutino, cerco sempre di fare il mio lavoro, con la complicità del mio staff, con l’obiettivo di dare un contorno che possa esaltare il piatto. Sono convinto che la ristorazione piena di orpelli e cerimoniali sia finita, anche perché stiamo attraversando una crisi che ci impone di limitare i costi. Quindi secondo me la ristorazione di livello trova spazio in un ambiente sicuramente gradevole e rilassante, un servizio tecnicamente buono, una grande cucina. E questo connubio porta alla piacevolezza di una serata. Sono convinto che il cliente che cerca l’alta ristorazione non voglia più vedere effetti speciali o cristallerie ipercostose, anche perché poi questi costi vanno nel piatto. È opportuno saper scegliere come investire e non badare a spese quando si capisce quale è il giusto investimento. In questo modo, secondo il mio punto di vista, si può intravvedere la grande ristorazione del futuro.<strong> </strong></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Qualche anno fa Stefano Cerveni ci emozionò dimostrandoci il valore del giusto mix tra cibo, vino e musica. Ti troveremo nuovamente al pianoforte?</strong></span><br />
Sono troppo timido. Quando mi trovai di fronte alla scelta tra conservatorio e scuola alberghiera scelsi la seconda. Il pianoforte è un lato molto intimo e non riesco a suonare davanti ad un pubblico. Mi emoziono. Il pianoforte è già qui, è nel Borgo Antico San Vitale, non posso vivere senza. Mai abbandonare però i nuovi interessi perché questo porta ad essere più sensibili nell’ascolto delle emozioni che danno i piatti e nel saper creare un ambiente unico. Penso che la differenza la possa fare, da qui al futuro, l’unicità di un ambiente. Una casa aperta all’ospite.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2010/11/il-nuovo-due-colombe-cerveni-realizza-un-sogno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vittorio Fusari si racconta «La mia Dispensa è un “posto”»</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2010/08/vittorio-fusari-si-racconta-%c2%abla-mia-dispensa-e-un-%e2%80%9cposto%e2%80%9d%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2010/08/vittorio-fusari-si-racconta-%c2%abla-mia-dispensa-e-un-%e2%80%9cposto%e2%80%9d%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 16:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=373</guid>
		<description><![CDATA[Il lavoro del cuoco, dello chef come lo chiama qualcuno, è di certo uno dei mestieri più affascinanti. Ed è bello, per chi fa il lavoro del cronista, andare a stanare dalle cucine questi professionisti. A volte incapaci di condividere, forse per carattere, le proprie emozioni, ma spesso desiderosi di comunicare i principi ispiratori della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il lavoro del cuoco, dello chef come lo chiama qualcuno, è di certo uno dei mestieri più affascinanti. Ed è bello, per chi fa il lavoro del cronista, andare a stanare dalle cucine questi professionisti. A volte incapaci di condividere, forse per carattere, le proprie emozioni, ma spesso desiderosi di comunicare i principi ispiratori della propria attività.</p>
<p><img class="size-full wp-image-374 alignright" style="margin-top: 3px; margin-bottom: 3px;" title="Vittorio Fusari" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/08/vittorio-fusari-520.jpg" alt="Vittorio Fusari" width="475" height="266" /></p>
<p>Storie, racconti, progetti e obiettivi: ascoltarle, ascortarli, per carpire i pensieri di uomini e donne che hanno scelto di portare in tavola prodotti, ricette e idee dalla forte personalità.</p>
<p>Nei giorni scorsi abbiamo incontrato e chiacchierato con Vittorio Fusari della Dispensa Pani e Vini di Torbiato, una frazione del paese di Adro, nel cuore della Franciacorta.</p>
<p>«Prima di essere un ristorante è un posto  &#8211; ha spiegato Fusari ai microfoni di RistoTv -. Io ho sempre amato creare dei posti. Un ristorante viene fruito solo in determinate occasioni, mentre un posto è per tutti i giorni. Questo è anche un modo per rapportarmi al territorio in cui vivo. La caratteristica principale della <a href="http://www.dispensafranciacorta.com" target="_blank">Dispensa Pani e Vini</a> è data dalla sua versatilità: infatti è allo stesso tempo bottega, enoteca, osteria e ristorante».</p>
<p>Il resto della storia, della storia di Fusari, lo lasciamo raccontare direttamente a lui. Vi basta un click sul play. Buona visione.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/R8vzqRk7HMw?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/R8vzqRk7HMw?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Dispensa Pani e Vini Franciacorta</strong></span><br />
Via Principe Umberto<br />
25030 Torbiato di ADRO (Bs)<br />
Tel. 030 7450757</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2010/08/vittorio-fusari-si-racconta-%c2%abla-mia-dispensa-e-un-%e2%80%9cposto%e2%80%9d%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La tavola con la camicia e le mattonelle di Caltagirone</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2010/07/la-tavola-con-la-camicia-e-le-mattonelle-di-caltagirone/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2010/07/la-tavola-con-la-camicia-e-le-mattonelle-di-caltagirone/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 16:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=305</guid>
		<description><![CDATA[Idee estive per vestire, nel vero senso della parola, la tavola. Nicola Falappi, designer bresciano, ci ha presentato la sua proposta: utilizzare tessuti maschili e mattonelle di Caltagirone per un tocco originale. Il tutto abbinato a posate in resina bianca, fiori di campo e antiche brocche]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>testo e fotografie di Ezio Zigliani</em></p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-332" style="float: right; margin: 3px 5px;" title="Nicola Falappi" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_2121-200x300.jpg" alt="Nicola Falappi" width="200" height="300" />Tovaglie sartoriali, sottopiatti in ceramica, posate in resina bianca, fiori di campo, vecchie brocche colme di bevande dai colori accesi. Ecco come Nicola Falappi<em> (nella foto)</em>, giovane consulente d’arredo e design, vede la tavola per la stagione più calda dell’anno.</p>
<p><strong><span style="color: #ffcc00;">Chi è Nicola Falappi?</span></strong><br />
È un fiorista bresciano che ha abbracciato i concetti della decorazione creando un suo primo concept in un piccolo negozio di 14 metri quadrati. Successivamente ha ideato uno spazio molto più grande e di ricerca: partendo dai profumi, dall’oggettistica e da tutto quello che poteva servire per decorare ha iniziato a collaborare con architetti e ha iniziato il suo percorso di crescita. è nata così, da un lavoro di squadra, Areadocks: ai fiori e all’arredo abbiamo aggiunto la componente “cibo”, ma quando questo aspetto è diventato l’elemento caratterizzante del locale ho deciso di staccarmi e dar vita a Studio Quaranta (<a href="http://www.quarantastudio.it" target="_blank">www.quarantastudio.it</a>), uno spazio polifunzionale che punta a considerare tutti i materiali come elementi decorativi.</p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Quanto è importante per un ambiente poter trasmettere una propria personalità?</strong></span><br />
<img class="alignnone size-medium wp-image-331" style="float: left; margin: 3px 5px;" title="IMG_2096" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_2096-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Analizzando la decorazione floreale per la tavola abbiamo interpretato a nostro modo il concetto di food design: è il cibo stesso che diventa la decorazione della tavola. Ai nostri clienti consigliamo sempre di osservare la posizione del tavolo e la luce avendo cura di rispettare le stagioni. Un tavolo che deve ospitare persone che spesso non si conoscono, come nel caso di una cena di lavoro al ristorante, deve rispecchiare la personalità del locale e dunque della cucina che si propone. Tutto il contesto è importante e deve potersi evolvere durante i vari periodi dell’anno.</p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Durante un banchetto in cantina, a base di caviale e Franciacorta, abbiamo avuto il piacere di sedere a una tavola curata da Studio Quaranta. Ce la puoi raccontare?</strong></span><br />
Parlando con i titolari della cantina è emerso che il menu era stato creato su misura per gli ospiti della serata. Abbiamo così scelto di realizzare delle tovaglie ispirate al concetto sartoriale e tali da sembrare delle camicie cucite addosso al tavolo, utilizzando i tessuti di un noto camiciaio bresciano. Da queste micro fantasie maschili abbiamo creato dei runner realizzati a mano e con bottoni in madreperla. Assemblandoli creavano degli arcobaleni e dei giochi di colore. I centritavola, dei cubi vegetali ricoperti da foglie di galax e con una decorazione superiore opulenta costituita da bacche, frutti e fiori, volevano invece rappresentare le tante sfumature del vino.<br />
<strong><br />
<span style="color: #ffcc00;">La tavola ripresa nel servizio si rifà a quella serata. Quali concetti richiama?</span></strong><br />
<img class="alignright size-medium wp-image-325" style="margin: 3px 5px; float: right;" title="IMG_2062" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/08/IMG_2062-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />Si tratta di un allestimento semplice e senza troppe pretese. Per il sottopiatto ho scelto di posizionare quattro mattonelle di Caltagirone dipinte a mano. Mi sono immaginato una cena mediterranea, in terra sicula, a base di pesce e verdure. Bianco predominante, affiancato da decorazioni floreali, come ortensie o peonie raccolte in giardino, che sposa bene l’idea dell’estate. Il colore è dato dal tovagliato, dalle vecchie brocche colme di bevande e dal piatto: semplice, arabesco, disegnato da Rosaria Rattin per Kose Milano. Lo troviamo abbinato a una posata, completamente destrutturata, in resina bianca. Le ciliegie, riposte nel bicchiere all’interno di un cartoccio di foglia verde, sono un ideale benarrivato per gli ospiti.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=2071170&amp;id=1403258840&amp;l=9ebc9e3866"><img class="alignright size-full wp-image-359" style="margin-top: 12px; margin-bottom: 12px; border: 0pt none; float: left;" title="barra gallery fb" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/07/barra-gallery-fb.png" alt="" width="480" height="29" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2010/07/la-tavola-con-la-camicia-e-le-mattonelle-di-caltagirone/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I piatti a stelle e strisce di Laurel Evans incontrano i vini toscani di Ruffino</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2010/07/i-piatti-a-stelle-e-strisce-di-laurel-evans-incontrano-i-vini-toscani-di-ruffino/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2010/07/i-piatti-a-stelle-e-strisce-di-laurel-evans-incontrano-i-vini-toscani-di-ruffino/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 16:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=347</guid>
		<description><![CDATA[Senza dubbio una serata enogastronomica al di fuori dell'ordinarietà, quella che si è svolta sulle colline fiorentine la scorsa settimana. A Villa Poggio Casciano, residenza rinascimentale, la cucina americana della foodblogger Laurel Evans ha incontrato i vini toscani di cantina Ruffino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendi una giovane americana, appassionata di cucina, mettila ai fornelli e abbina ai piatti d’oltreoceano dei vini toscani. È questa la ricetta che ha fatto di una serata sui colli fiorentini un evento del tutto particolare. Lei, la giovane americana, è <span style="color: #3366ff;"><strong>Laurel Evans</strong></span>, foodblogger di <a href="http://www.unamericanaincucina.com" target="_blank">www.unamericanaincucina.com</a>, e autrice del libro “Buon Appetito America!”, loro, i vini toscani, sono il prodotto di Ruffino, cantina conosciutissima negli Stati Uniti.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/aeOsmHzxrqw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/aeOsmHzxrqw&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Sotto il grande portico di Villa Poggio Casciano, una delle tante tenute della Ruffino, si è andati così ad inscenare un curioso cookingshow con piatti tipici statunitensi supportati da eccellenti ingredienti italiani. Ecco così pronti degli hamburger di Chianina, arricchiti di salumi, formaggi toscani e completi di fogliona di lattuga, anelli di cipolla e salse varie.</p>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-348" style="margin: 3px 5px; float: left;" title="Laurel Evans" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/08/ruffino-laurel-evans-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" />«Sono venuta in Italia sei anni fa per amore – ci ha spiegato Laurel (nella foto a sinistra)– e venendo qui mi sono, inevitabilmente, innamorata della cucina italiana. Mi sono cimentata con diversi piatti, ma dopo un po’ di tempo ho iniziato ad avere nostalgia dei sapori della mia patria e ho deciso di integrare il menu.</p>
<p>Da qui è nato un blog che è sfociato poi in un libro di cucina statunitense rivolto al pubblico italiano». E come nasce l’idea di confrontarsi con il vino di Ruffino? «L’idea nasce dal fatto che Ruffino vende tanto negli Stati Uniti. La mia famiglia conosceva già questa azienda al punto tale che quando ho detto loro che sarei venuta qui in cantina la reazione è stata, oserei dire, di euforia».</p>
<p>«Abbiamo voluto cercare di proporre questo originale abbinamento – ci ha spiegato <span style="color: #3366ff;"><strong>Adolfo Folonari</strong> </span>di Ruffino &#8211; chiamando a partecipare Laurel Evans. Il successo di Ruffino è anche dovuto al fatto che i nostri vini nascono con l’ottica di potersi confrontare con i piatti della cucina americana».</p>
<p>E negli abbinamenti con le torte salate, la caesar salad le scelte degli invitati alla serata sono state diverse: chi ha preferito osare con dei vini corposi, magari poco indicati al clima torrido di queste settimane, come il Modus e chi ha preferito un vino più fresco ed estivo puntato sul Torgaio. La serata non poteva non concludersi con una nota dolce: in tavola una serie di cheese cake e un indimenticabile brownies al cioccolato e frutti di bosco rigorosamente abbinati ad un Vin santo del Chianti.</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/album.php?aid=2070618&amp;id=1403258840&amp;l=b5bdcbb8f0" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-359" style="float: left; margin-top: 12px; margin-bottom: 12px; border: 0pt none;" title="barra gallery fb" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2010/07/barra-gallery-fb.png" alt="" width="480" height="29" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2010/07/i-piatti-a-stelle-e-strisce-di-laurel-evans-incontrano-i-vini-toscani-di-ruffino/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bere con moderazione? Si può! Parola di George Sandeman</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2009/10/bere-con-moderazione-si-puo-parola-di-george-sandeman/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2009/10/bere-con-moderazione-si-puo-parola-di-george-sandeman/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Oct 2009 23:57:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mondo DiVino]]></category>
		<category><![CDATA[george sandeman]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[moderazione]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=127</guid>
		<description><![CDATA[di Ezio Zigliani

Sotto la guida di George Sandeman (discendente del fondatore del quale porta il nome &#8211; nella foto), il Porto Sandeman rinnova il proprio successo confermandosi il più bevuto di tutti i tempi dal 1790, anno di fondazione. La storia di questo prodotto affonda le radici nel territorio portoghese e precisamente nella regione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di Ezio Zigliani</em></p>
<p><img class="size-full wp-image-130 alignnone" style="float: right; margin: 3px 5px;" title="george-sandeman" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2009/12/george-sandeman.jpg" alt="george-sandeman" width="240" height="150" /></p>
<p>Sotto la guida di George Sandeman<em> (discendente del fondatore del quale porta il nome &#8211; nella foto)</em>, il Porto Sandeman rinnova il proprio successo confermandosi il più bevuto di tutti i tempi dal 1790, anno di fondazione. La storia di questo prodotto affonda le radici nel territorio portoghese e precisamente nella regione del Douro dove crescono uve di prima qualità. George Sandeman, alla capacità imprenditoriale e di marketing, unisce anche una profonda sensibilità nei confronti dei problemi sociali di attualità: tra questi le modalità di consumo degli alcolici, soprattutto tra i giovani e in funzione della sicurezza sulle strade. A lui, in quanto portavoce di “Wine in moderation”, la Fondazione Masi, guidata da quest’anno dal nuovo presidente Isabella Bossi Fedrigotti, ha riservato e consegnato il 3 ottobre 2009 il Premio Masi per la Civiltà del Vino, estensione internazionale del Premio, attribuita negli anni passati a personaggi del gotha dell’enologia, da Philippine de Rothschild alla famiglia Krug.</p>
<p>Prima della consegna del premio al Teatro Filarmonico di Verona George Sandeman, affiancato dallo scienziato Luca Luigi Cavalli Sforza, dall’imprenditore Lino Danese, dal regista Carlo Mazzacurati e dal giornalista Paolo Rumiz, si è concesso alle Tenute Serego Alighieri di Gargagnago di Valpolicella (Vr) ad alcune domande.</p>
<p>È già durante la conferenza stampa che Sandeman risponde ad una questione legata al fatto che in Europa ogni paese ha differenti abitudini e culture nel consumo del vino. Nei paesi mediterranei questo viene sempre abbinato ai piaceri della tavola e bere è sinonimo di mangiare. Questo non avviene però nel nord Europa.<span style="color: #ff9900;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Non pensa che sia in atto una sorta di neocolonialismo culturale dei paesi nordici? E quindi l’impegno dovrebbe essere perfino maggiore.</strong></span></p>
<p>«Non so se è una questione di colonialismo dal nord Europa. Posso dire che se ripenso a quello che ero io a 15/16 anni e a come bevevo, beh, si, qualche volta, con gli amici, avrò anche bevuto troppo. La differenza è che l’intento non era quello di bere troppo. Si finiva, evidentemente, per bere troppo, mentre invece ora il fine ultimo è proprio quello di bere all’eccesso. In Portogallo ci sono delle situazioni estreme di personaggi che mirano ad entrare in coma etilico oppure situazioni estreme come quelle del “binge drinking”e penso si tratti di una cosa pazzesca».</p>
<p>I toni istituzionali della conferenza stampa vengono tralasciati e si passa ad un clima più conviviale e rilassato. È a tavola che conosciamo ed apprezziamo un Sandeman piacevole, pacato, ma dalle idee ben chiare. Ci viene in soccorso la bravissima traduttrice. Non perché si faccia fatica a comprendere il perfetto inglese di Mr Sandeman, portoghese nato a Londra, ma perché il tema è delicato e non lascia spazio ad errate interpretazioni.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Cos’è Wine in moderation?</strong></span></p>
<p>Il messaggio della moderazione deve essere spiegato. Per anni si è detto molto della qualità del vino, di come è prodotto, del vitigno, dell’abbinamento con il cibo. Tutte queste cose sono state fatte. Ora dire che bisogna bere come moderazione significa continuare, nella comunicazione, sulla stessa linea. Wine in moderation deve riportare in primo piano l’elemento della cultura del vino, del senso della famiglia, dell’abbinamento cibo-vino, nel senso proprio dello stare a tavola. Ma c’è un problema: oggi molti in famiglia lavorano ed è difficile ricreare quella situazione familiare della cena serale. Molto spesso questi momenti di incontro hanno il sapore vero e proprio del fastfood. La situazione è dunque complicata. Bisogna sensibilizzare le persone sulla necessità di tornare ad una tradizione diversa.</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>Può essere che alcune aziende produttrici aderiscano al progetto “Wine in moderation” solo per questioni di marketing? Unicamente per una sorta di “buonismo” dietro cui si cela tutto meno che l’interesse alla salute dei giovani?</strong></span></p>
<p>«Può essere che l’azienda che supporta il programma sia cinica, come può essere che accettino perché ritengano si tratti veramente di un dovere morale. In qualunque caso l’esito è lo stesso anche se le motivazioni possono essere diverse. Noi abbiamo stilato una carta vera e propria che le aziende hanno sottoscritto 3 anni fa. E quando è stata firmata nessuno poteva comprendere a fondo quello che si sarebbe andato a fare. Ma una volta firmato, quel documento c’è! Se un’azienda cambia strada, c’è sempre quell’accordo sottoscritto. Un anno dopo abbiamo anche implementato quella carta, sia nei contenuti che nelle adesioni. Ad alcuni può piacere, ad altri no, ma è un percorso che ormai è stato intrapreso».</p>
<p><span style="color: #ff9900;"><strong>In Italia si sta puntando molto sulla prevenzione con aspre sanzioni per chi guida in stato di ebbrezza e multe, come nel caso della città di Milano, alle famiglie dei minorenni colti in stato di ubriachezza. Pensa che queste forma di “repressione” siano la strada giusta e corretta per educare al bere con moderazione?</strong></span></p>
<p>«Wine in moderation si basa sul principio dell’autoregolamentazione piuttosto che sulla regolamentazione. Ugualmente, dall’altra parte, va detto che le aziende vitivinicole devono rispettare la legge, quindi, chi aderisce rispetta le regole. Non è intenzione di Wine in moderation giudicare l’aspetto legale esistente perché questo deve essere fatto attraverso i canali predisposti. Se la legge dice che il limite alcolemico per chi si mette alla guida è di 0,5 allora Wine in moderation comunicherà che il limite è questo. Se la legge dice che è 0,2 comunicheremo questo. Sono dunque cose diverse che vanno però di pari passo. Non saprei risponderle se quanto fatto in Italia sia la soluzione migliore. Ogni regione ha una cultura diversa. So che anche in altri paesi, oltre all’Italia, sono state prese iniziative, come nel caso di Milano, per sensibilizzare i genitori. Personalmente posso dire che potrei anche condividere questa iniziativa. Fino al compimento dei 18 anni i genitori sono responsabili dell’operato dei figli, a loro volta, i figli sono responsabili nei confronti dei genitori. È questione di cultura locale. Non penso che ci debba essere una regolamentazione europea perché credo nei diritti delle singole regioni. Se la popolazione non è d’accordo su quanto è stato legiferato spetta a loro opporsi. Uno degli obiettivi di Wine in moderation è quello di comunicare ed educare le persone. Non di fare lobby».<strong> </strong></p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Come si può diventare “ambasciatore” di Wine Moderation?</span></strong></p>
<p>Per sua natura il programma &#8211; promosso dal Comitato europeo delle imprese vitivinicole, dal Comitato degli agricoltori e delle cooperative europee e dalla Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (nda) &#8211; ha carattere europeo che poi viene implementato a livello nazionale dalle organizzazioni presenti sul territorio. In Italia il progetto è seguito dall’Uiv, l’Unione italiana vino, e maggiori informazioni si possono raccogliere consultando il sito, disponibile anche in italiano, <a href="http://www.wineinmoderation.eu" target="_blank">www.wineinmoderation.eu</a>.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qDgP3zxPk14&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/qDgP3zxPk14&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2009/10/bere-con-moderazione-si-puo-parola-di-george-sandeman/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Carta dei caffè al ristorante Siamo ancora lontani?</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2009/09/carta-dei-caffe-al-ristorante-siamo-ancora-lontani/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2009/09/carta-dei-caffe-al-ristorante-siamo-ancora-lontani/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 00:03:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Consumi]]></category>
		<category><![CDATA[abitudini]]></category>
		<category><![CDATA[caffè]]></category>
		<category><![CDATA[carta]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[ristoranti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=138</guid>
		<description><![CDATA[di Ezio Zigliani
Da tempo si discute nell’ambiente ristorativo dell’introduzione, in scala maggiore di quella attuale, della carta dei caffè all’interno dei locali. Oltre alla tradizionale carta dei vini e dei distillati si è infatti sempre più andata diffondendo la cultura del fornire al cliente la possibilità di scegliere. Scegliere quale acqua bere o quale olio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>di Ezio Zigliani</address>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-140" style="margin: 3px 5px; float: left;" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2009/12/caffe-tazzina.jpg" alt="" width="240" height="150" />Da tempo si discute nell’ambiente ristorativo dell’introduzione, in scala maggiore di quella attuale, della carta dei caffè all’interno dei locali. Oltre alla tradizionale carta dei vini e dei distillati si è infatti sempre più andata diffondendo la cultura del fornire al cliente la possibilità di scegliere. Scegliere quale acqua bere o quale olio usare per il condimento, ma non si è andati oltre. Nel caso del caffè, che presenta un ampio ventaglio di qualità, qualcosa però si è mosso.<br />
<strong><br />
<span style="color: #ffcc00;">Siamo ancora lontani dall’introduzione di una carta dei caffè?</span></strong> «È ancora prematura la diffusione &#8211; ci ha risposto Leonardo Lelli, esperto conoscitore della materia e titolare de “I caffè di Leonardo Lelli” &#8211; perché è questione di cultura che manca ancora nel consumatore, il quale si trova impreparato nella scelta a fine pasto. Basti pensare al lavoro svolto per l’olio negli ultimi anni: solo ora il consumatore inizia a saper distinguere le varie tipologie. Per il caffè la strada da fare è ancora tanta».<br />
<span style="color: #ffcc00;"><strong><br />
Come arrivare alla situazione in cui il cliente ordinerà un caffè specifico?</strong></span> «Quello che posso consigliare è il proporre una carta molto contenuta. Questo innanzitutto per non disorientare il cliente e in secondo luogo perché ciascun caffè ha bisogno di un proprio metodo di realizzazione e dunque potrebbe essere difficoltoso in termini di gestione. L’espresso classico viene generalmente ottenuto con un metodo molto tecnico, che potrebbe essere inadatto per determinati caffè».</p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Alcuni ristoratori si sono dichiarati scettici all’utilizzo delle cialde. Che dire in proposito?</strong></span> «Per quanto riguarda le cialde il problema sta principalmente nel fatto che un caffè andrebbe ottenuto con una macinatura fresca, consumata al massimo entro la mezz’ora. Le cialde, purtroppo, contengono caffè premacinato e non possono, secondo me, eguagliare, in termini qualitativi, un caffè preparato con metodi tradizionali. Si rischierebbe di fare una controcultura».</p>
<p>Poi c’è da prendere in considerazione una questione soggettiva: non esiste il caffè migliore. Come per i vini, la questione è molto legata al gusto. Bisognerà dunque spingere su tutti i fronti per avvicinarsi alla cultura del consumo descritta sopra. In questa fase si potrebbe, per esempio, arrivare alla situazione in cui sono gli stessi cuochi a proporre il miglior abbinamento piatto-caffè.</p>
<p>Qualcuno che, in cucina, ha le idee ben chiare a proposito di caffè c’è. È il caso di Giuseppe Iannotti del ristorante-vineria Krèsios, nel beneventano: «Il mio pensiero è che ogni alimento ha il suo mondo e come tale va considerato. Per questo proporrei una carta per ogni cosa». Nel suo prossimo locale installera ben 6 macinini. Perché? «Perché si parte dal chicco fresco che va poi macinato e non è possibile usare lo stesso macinino per diverse tipologie di caffè. Sarebbe come se bevessi due vini rossi senza cambiare bicchiere».</p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Vincenzo Cammerucci: “La usiamo da 4 anni”</strong></span><br />
Vincenzo Cammerucci“Nel mio ristorante di Cesenatico abbiamo scelto di proporre la carta caffè ormai da quattro anni. Oltre al classico espresso abbiamo scelto di offrire al cliente quattro infusi, che vanno bevuti rigorosamente senza zucchero, con miscele di diversa origine. Il cliente è soddisfatto e non ha difficoltà a scegliere anche perché in carta vengono descritte tutte le caratteristiche. Per l’infusione, l’unico metodo nel quale l’acqua non attraversa la polvere di caffè, serve qualche minuto in più rispetto all’espresso ed è necessario rimettere sottovuoto, a fine giornata, i sacchetti che contengono il caffè.  Si tratta di un’operazione comunque facilmente gestibile e che non incide molto sui costi finali. Ho valutato l’idea di proporre abbinamenti piatto/caffè, ma la questione è come per i vini: non ci possono essere regole fisse. Mi devo limitare a consigliare il cliente, ma poi, ad averla vinta è il suo gusto”.</p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Ristorante Lido Lido &#8211; Cesenatico (Rn)</span></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Paolo Cacciani: “Puntiamo su infusi e formazione”</strong></span><br />
Paolo Cacciani“Il caffè, nella moderna ristorazione deve, diventare un elemento importante nella presentazione e nella ritualità del fine pasto. Non ha senso offrire una tazzina anonima con quel poco liquido da sorbire velocemente in un sorso, come si fa in piedi al bar. Attualmente uso le migliori macchine e ho anche fatto fare ai miei camerieri in piccolo training per imparare a usarle al meglio. Non ho una carta dei caffè e non sono favorevole ad averla, perché le cialde tendono a perdere la loro aromaticità. Come alternativa al classico espresso stiamo pensando piuttosto a un’infusione di caffè, come una tisana, da servire in caraffa di porcellana, da degustare lentamente e di cui ci si può servire più volte.  Così si può gustare meglio il momento del caffè. Sarò io, esattamente come faccio per i piatti in menu, ad illustrare al cliente le due possibilità di scelta, espresso o infusione, entrambe freschissime, preparate al momento e con caratteristiche di altissimo livello”.</p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Ristorante Cacciani &#8211; Frascati (Rm)</span></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Andrea Mainardi: “Abbiamo 8 selezioni in carta”</strong></span><br />
“La scelta del caffè credo sia uno degli elementi portanti su questo argomento. Sempre più spesso si consuma questa bevanda, ed è naturale che ognuno di noi si sia fatto un certo palato: a chi piace dolce, a chi amaro, lungo, corto. Molte sfaccettature, la qualità però mette d’accordo tutti. Abbiamo una carta con una selezione di 8 caffè, tutti con caratteristiche uniche che li differenziano; la carta perché al nostro cliente vogliamo offrire un servizio completo, frutto di un’attenta ricerca per coccolare e stupire. I produttori che abbiamo selezionato ci forniscono un pratico monodose in atmosfera modificata, in modo che al cliente possiamo offrire questo tipo di servizio con una semplice e pulita organizzazione. Dal nostro piccolo ristorante abbiamo una risposta positiva: i clienti si divertono a scegliere e fare commenti. Addirittura è capitato che vengano presi 2 o 3 caffè diversi dalla stessa persona…Ovviamente specificando della non responsabilità per la notte in bianco&#8230;”.</p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Ristorante Officina Cucina &#8211; Brescia</span></p>
<p><span style="color: #ffcc00;"><strong>Angelo D’Amico: “Scelgo le miscele prima che le macchine”</strong></span><br />
“Il caffè è l’elemento che chiude un pasto e di conseguenza tanto può essere sia la  “ciliegina sulla torta” che un flop tale da mandare a monte tutto il lavoro culinario precedentemente svolto. In  virtù di questa premessa ritengo che sia un elemento importante anche perché fa parte della nostra cultura e tradizione napoletana. Più che soffermarmi sulla scelta di una macchina per l’espresso, mi sono soffermato sulla materia prima e la scelta di una buona torrefazione. Ritengo che la tostatura di un caffè sia importante quanto la maturazione di un grande vino. Al momento non ho una carta dei caffè, ma sicuramente in futuro mi dedicherò alla ricerca di prodotti tali da permettermi di strutturarne una buona. Per rispettare questo grande prodotto sicuramente bisognerebbe identificare una figura esperta (come un sommelier per il vino). Questo però comporta dei costi che un cliente normale non riuscirebbe a capire”.</p>
<p><span style="color: #c0c0c0;">Cristina park hotel &#8211; Barry &#8211; Montesarchio (Bn)</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2009/09/carta-dei-caffe-al-ristorante-siamo-ancora-lontani/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Largo ai menu di stagione La frutta diventa protagonista</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2009/08/ciao-mondo/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2009/08/ciao-mondo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2009 16:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina...]]></category>
		<category><![CDATA[carne]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[frutta]]></category>
		<category><![CDATA[menu]]></category>
		<category><![CDATA[primi]]></category>
		<category><![CDATA[ricetta]]></category>
		<category><![CDATA[secondi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=1</guid>
		<description><![CDATA[di Ezio Zigliani


Sarà forse perché i dietologi consigliano di mangiare tanta frutta d’estate o forse perché con la calura piatti freddi o tiepidi contribuiscono a sudar meno?  Sta di fatto che negli ultimi anni la frutta, europea oppure esotica, la ritroviamo sempre più in tutte le portate.
Ebbene si! Dall’antipasto al dolce non mancano infatti le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>di Ezio Zigliani</address>
<address><strong><img src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2009/08/piatti-carne-frutta-350-300x199.jpg" alt="" width="240" /></strong></p>
</address>
<p><strong>Sarà forse perché i dietologi consigliano di mangiare tanta frutta d’estate o forse perché con la calura piatti freddi o tiepidi contribuiscono a sudar meno?  Sta di fatto che negli ultimi anni la frutta, europea oppure esotica, la ritroviamo sempre più in tutte le portate.</strong></p>
<p>Ebbene si! Dall’antipasto al dolce non mancano infatti le ricette che la vedono protagonista. Di certo non stiamo parlando di una novità, ma capita sempre più spesso di sedersi al tavolo di un ristorante italiano e di trovare in carta portate con abbinamenti sempre più “stravaganti” ed al tempo stesso interessanti.</p>
<p>Se dunque vogliamo tralasciare il tradizionale prosciutto e melone e prosciutto e fichi possiamo anche scegliere di avventurarci, nella preparazione casalinga o nello scovare questi piatti negli italici locali, in un canapè con le banane, un carpaccio di vitello all&#8217;avocado o un fresco salmone affumicato alle mele.</p>
<p>Piatti semplici, che spesso lasciano la possibilità allo chef di giocare con le coreografie nel piatto e che a volte vedono il semplice abbinamento con la frutta a crudo, ma che in alcuni casi prevedono anche la cottura di quest’ultima.</p>
<p>Per i primi possiamo spaziare dai rigatoni alle fragole al risotto ai mirtilli passando dagli spaghetti ai frutti esotici ai tagliolini al limone. Recentemente ci è capitato di assaggiare al ristorante Corte di Nettuno ad Otranto (Le) i risotti all’arancia o al fiorone (tipico fico pugliese) dello chef Martire Galati. Un esempio tra mille in un’Italia a cui certo non mancano le materie prime.</p>
<p>Pesce spada con frutta esotica, quaglie alla frutta, spiedini di vitello, papaia petti d&#8217;anatra alle ciliegie o pollo alle pere: anche con i secondi ci si può sbizzarrire ed il contrasto del dolce/salato, che non a tutti piace, risulta in alcuni casi ben bilanciato e appetibile anche al palato più esigente.</p>
<p>In abbinamento abbiamo sperimentato un interessante contorno di kiwi e mele in salsa (panna, condimento leggero e spezie) che si accompagna anche a tutto pasto.</p>
<p>Ecco dunque, per coloro che si preparano ad una settimana preferragostiana ai fornelli, due ricette interessanti:</p>
<p><strong>RISOTTO AI MIRTILLI</strong><br />
<strong>Ingredienti</strong>: mirtilli 150 g circa, riso g 250, brodo circa 1 litro, vino rosso (Grignolino o Lagrein) 150 ml, olio di oliva q.b., erba cipollina fresca, sale q.b.<br />
<strong>Preparazione</strong>: innanzitutto assicuratevi che il brodo con cui preparerete il risotto sia ben caldo, poi scaldate l’olio in una casseruola e aggiungetevi il riso; fatelo tostare e aggiungete il vino, che farete evaporare a fuoco alto. Aggiungete quindi il brodo bollente, poco alla volta, mescolando frequentemente. Mentre il riso è sul fuoco lavate i mirtilli, asciugateli e frullateli, avendo cura di lasciarne qualcuno da parte per la guarnizione. Controllate spesso la cottura del riso: non appena mancano pochi minuti aggiungete la purea di mirtilli, terminate la cottura, poi togliete il riso dal fuoco e lasciatelo riposare per qualche minuto. Servite guarnendo con i mirtilli rimasti e l’erba cipollina.<br />
<strong><br />
POLLO E PERE</strong><br />
<strong>Ingredienti</strong>: un pollo da circa un chilo, maggiorana, timo, mirto, aglio fresco, 5 pere, un bicchiere di vino rosso, mezzo bicchiere di brodo di pollo, olio extra vergine di oliva.<br />
<strong>Preparazione</strong>: inserire all&#8217;interno del pollo una pera intera senza sbucciarla, del mirto, della maggiorana, del timo e un paio di spicchi d&#8217;aglio fresco. Versare il vino e il brodo sul fondo della pentola, ungere per bene il pollo con dell&#8217;olio, contornarlo con il resto delle pere. Infornare il tutto a 180° per 25 minuti, rigirare il pollo e rimetterlo in forno per 20 minuti (o fino a che è cotto) alzando la temperatura al massimo e bagnando ogni tanto con il fondo di cottura. Nel frattempo preparare un mazzo di asparagi. Cuocerli avendo cura di cuocere le punte con il vapore. Quando il pollo sarà pronto tagliarlo e passare il fondo di cottura su una pentola e restringerlo usando della fecola di patate se ce ne fosse bisogno. Servire con gli asparagi nappando con la salsa.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=11488" target="_blank">www.italiaatavola.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2009/08/ciao-mondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paolini da “Il Gastronauta” «No alle grandi grigliate»</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2009/08/paolini-da-%e2%80%9cil-gastronauta%e2%80%9d%c2%abno-alle-grandi-grigliate%c2%bb/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2009/08/paolini-da-%e2%80%9cil-gastronauta%e2%80%9d%c2%abno-alle-grandi-grigliate%c2%bb/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 19:02:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[In cucina...]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=18</guid>
		<description><![CDATA[Sul tema delle troppe feste di piazza e sagre che fanno concorrenza ai ristoranti italiani si è parlato lo scorso fine settimana durante la trasmissione “Il Gastronauta” di Radio24 condotta da Davide Paolini che ha colto nel segno lo spirito della polemica sollevata dal mondo della ristorazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>di Ezio Zigliani</address>
<p><img class="size-full wp-image-20 alignnone" title="Davide Paolini" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2009/08/davide-paolini.jpg" alt="Davide Paolini" width="240" /></p>
<p>Sul tema delle troppe feste di piazza e sagre che fanno concorrenza ai ristoranti italiani si è parlato lo scorso fine settimana durante la trasmissione “Il Gastronauta” di Radio24 condotta da Davide Paolini (nella foto).</p>
<p>Una trasmissione, quella di sabato mattina andata in replica domenica, che ha colto nel segno lo spirito della polemica, fin dagli esordi sostenuta da Italia a Tavola, sollevata da Ruggero Bonometti, segretario Arthob (l’associazione dei ristoratori bresciani) e vicepresidente del consorzio Cuochi di Lombardia, scaturita dalle oltre 1500 sagre e feste di paese che nel bresciano vengono organizzate ogni anno.</p>
<p>Il merito della messa a fuoco va certo a Paolini che ha saputo, con indiscussa professionalità, arrivare al nocciolo della questione: il problema italiano non è di certo legato a quelle sagre che, negli ultimi decenni, sono nate per valorizzare un prodotto tipico, ma in quelle generiche, del “ranocchio” come le definisce il conduttore, legate a piatti non tradizionali come le “grandi grigliate”.</p>
<p>Paolini, autore di un libro che ogni anno presenta le sagre italiane, ha anche sottolineato che i veri eventi enogastronomici hanno anche avuto il merito di mantenere vivi territori che e prodotti che sarebbero, diversamente, scomparsi. E tutto questo, va detto, ha contribuito, in diversi casi, anche al mondo della ristorazione. Un caso esemplare è in Abruzzo, a San Stefano di Sessanio con un prodotto particolare: le lenticchie hanno salvato questo borgo dalla cancellazione. Così come la Patata Rossa di Cetica in Toscana.</p>
<p>Un caso esemplare è quello di Gorgonzola: qui l’ente promotore della sagra si occupa di presentare il tipico formaggio lombardo e di valorizzarlo lasciando ai ristoratori il compito di proporre, con menu tematici, piatti della tradizione o rielaborati.</p>
<p>Quello che serve è una disciplina, una normativa che distingua le sagre. « Una domanda secca – ha dichiarato intervenendo un ristoratore pisano -: questi organizzatori di sagre rispettano la legge 865, i piani di autocontrollo e la tracciabilità del prodotto? A me risulta di no. In Toscana si vede di tutto e di più».</p>
<p>Claudio Nardocci, da 13 anni presidente dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) è intervenuto precisando che da tempo l’associazione da lui diretta diffonde ai propri aderenti direttive, attraverso un manuale approvato anche dalla Comunità Europea, per il rispetto delle norme igienico sanitarie. Ma è chiaro che non sono sempre e solo le Pro Loco a promuovere eventi di piazza. Spesso si cela, dietro il concetto di “sagra”, un fine unicamente commerciale a vantaggio di pochi.</p>
<p>I pareri ovviamente sono molteplici e, giustamente, discordanti: tra i vari interventi telefonici è emerso che c’è chi si approccia alle sagre distinguendole sulla base della qualità che queste offrono così come chi sottolinea che le stesse sono sempre e in ogni caso utili al territorio oppure chi denuncia la triste tendenza degli italiani ad accorrere alla sagra della patata fritta o dei funghi a volte neppure italiani. Fausto Fratti, ristoratore patron dell&#8217;Osteria Povero Diavolo a Torriana ed anche ideatore della &#8220;Scorticata, la collina dei piaceri&#8221;, è intervenuto dichiarandosi contrario a tutte quelle manifestazioni di poca qualità, che non danno nulla al partecipante. «La nostra è una sagra che fa arrivare grandi professionisti da tutta Italia &#8211; ha commentato Fratti &#8211; dando la possibilità all&#8217;anziano, a chi non può spostarsi, di assaggiare piatti tipici di territori diversi dal nostro preparati da grandi chef».</p>
<p>Paolini ha inoltre ricordato che il tema verrà discusso anche in occasione di “Territori in festival”, la manifestazione da lui stesso ideata, in programma a Montecatini Terme (Pt) dal 25 al 27 Settembre prossimo. L’argomento è stato affrontato anche questa mattina, a quanto sembra con una netta presa di posizione a favore del dilagare di sagre e feste, durante la puntata estiva di Uno Mattina andata in onda su RaiUno.</p>
<address>Pubblicato su <a href="http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=11434" target="_blank">www.italiaatavola.net</a><br />
</address>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2009/08/paolini-da-%e2%80%9cil-gastronauta%e2%80%9d%c2%abno-alle-grandi-grigliate%c2%bb/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>A cavallo tra le vigne vicentine Itinerari romantici sui Colli Berici</title>
		<link>http://www.eziozigliani.it/2009/08/a-cavallo-tra-le-vigne-vicentine-itinerari-romantici-sui-colli-berici/</link>
		<comments>http://www.eziozigliani.it/2009/08/a-cavallo-tra-le-vigne-vicentine-itinerari-romantici-sui-colli-berici/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2009 21:11:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ezio Zigliani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[berici]]></category>
		<category><![CDATA[cantina]]></category>
		<category><![CDATA[cavallo]]></category>
		<category><![CDATA[colli]]></category>
		<category><![CDATA[pignole]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.eziozigliani.it/?p=55</guid>
		<description><![CDATA[di Ezio Zigliani

Una cavalcata tra le vigne dell&#8217;azienda Le Pignole, nei Colli Berici. Un poetico pellegrinaggio sulle orme dell&#8217;amor cortese, tra i luoghi che hanno visto consumarsi l&#8217;amore di Giulietta e Romeo. Con i suoi profumi e i suoi colori queste terre bucoliche che hanno fatto sognare William Shakespeare
L’idea nasce sicuramente dalla capacità degli imprenditori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address>di Ezio Zigliani</address>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-56" style="float: left; margin: 3px 5px;" src="http://www.eziozigliani.it/wp-content/uploads/2009/08/le-pignole-240.jpg" alt="" width="240" height="150" /></p>
<p>Una cavalcata tra le vigne dell&#8217;azienda Le Pignole, nei Colli Berici. Un poetico pellegrinaggio sulle orme dell&#8217;amor cortese, tra i luoghi che hanno visto consumarsi l&#8217;amore di Giulietta e Romeo. Con i suoi profumi e i suoi colori queste terre bucoliche che hanno fatto sognare William Shakespeare</p>
<p>L’idea nasce sicuramente dalla capacità degli imprenditori vicentini del saper cooperare per offrire, agli ospiti ed ai consumatori, un servizio d’alto livello. La proposta, interessante e dalle sfaccettature romantiche, è ambientata nelle terre che hanno visto consumarsi l’amore tra Giulietta e Romeo.</p>
<p>Si parte dall’azienda agricola Le Pignole (<a href="http://www.lepignole.com" target="_blank">www.lepignole.com</a>) di Brendola, nel vicentino, per scoprire i sapori ed i paesaggi, spesso nascosti all’automobilista di passaggio, dei Colli Berici. Queste terre, seppur fortemente vocate all’industria, hanno saputo mantenere verdi diverse zone. La sorpresa è dunque tanta quando si scopre che a pochi chilometri dalla battutissima autostrada, esistono ancora paesaggi tanto incontaminati.<br />
In  cantina è possibile degustare i vini (il più rappresentativo è il Torengo prodotto con uve autoctone di Tai Rosso) abbinati alle tipicità locali per poi montare in sella e partire per una duegiorni davvero entusiasmante ed adatta anche a coloro che non sono mai saliti su un cavallo. Stanchi, ma soddisfatti, dalla cavalcata si può trovar ristoro al vicino e pratico Hotel Castelli (<a href="http://www.hotelcastelli.it" target="_blank">www.hotelcastelli.it</a>) di Montecchio Maggiore per poi salire, nel vero senso della parola visto che si trova arroccato su un altura come dimostra la foto sotto, al Ristorante I castelli di Giulietta e Romeo (<a href="http://www.ristorantegiuliettaeromeo.it" target="_blank">www.ristorantegiuliettaeromeo.it</a>). Qui la tradizione racconta che le due famiglie dei Montecchi e Capuleti, acerrime nemiche, fossero incaricate di gestire le rocche di Montecchio affinchè si riavvicinassero nella comune missione di difesa del territorio.</p>
<p>Il giorno successivo il programma può, senza problemi, essere adattato alle esigenze dell’ospite che può scegliere tra quattro soluzioni: si va dalla visita alle opere palladiane vicentine, all’accesso ai castelli della zona passando dalle cave sotterranee con un tour speleologico oppure ad una trasferta nella vicina Vicenza per scoprire il centro storico ed i principali monumenti. «Enogastronomia, storia e romanticismo si fondono in queste proposte &#8211; afferma Gianna Bortolomai, titolare de Le Pignole con il marito Paolo Padrin -. La guida equestre accompagnerà piccoli gruppi in una passeggiata tra i vigneti alla scoperta dei nostri vitigni autoctoni. Un’iniziativa dedicata agli innamorati e a chi ama la natura ed è curioso di conoscere i segreti e le leggende».</p>
<p>I quattro pacchetti, con pernotto di una o due notti, hanno un costo che oscilla tra gli 82 e i 156 Euro a persona. Per info e prenotazioni: Hotel Castelli 0444696172.</p>
<p>Pubblicato su <a href="http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=10816" target="_blank">www.italiaatavola.net</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.eziozigliani.it/2009/08/a-cavallo-tra-le-vigne-vicentine-itinerari-romantici-sui-colli-berici/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

